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Terre Libere
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COMUNICATO SULLO SGOMBERO IN VIA DEL VIVAIO A BOLOGNA |
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COMUNICATO
Può cambiare il mondo, ma certe cose non cambiano mai.
Il fatto.
Decine di cittadini e cittadine di Bologna, famiglie di sfrattati e senza casa, decidono di auto - assegnarsi 18 appartamenti già arredati e vuoti da 4 (quattro!!) anni e non utilizzati (a proposito di degrado!!). A loro va come sempre la nostra più totale solidarietà e supporto.
L'esito.
Il copione si ripete stancamente. Il centrodestra protesta; il feldmaresciallo Merighi subito si allinea e afferma che occupare non è di “sinistra” (lo vada a dire ai lavoratori che occupano le aziende!!), che bisogna ristabilire la “legalità” (Cofferati dove sei che ci manchi così tanto?!) e che in realtà nessuno lo sapeva ma stavano per essere assegnati (ma guarda un po' la coincidenza!!); l'assessora “sinistra” alla casa Milena Naldi però dice che chi occupa ha problemi seri che vanno affrontati e …. dopo 3 (tre!!) giorni vengono cacciati dalla Polizia su richiesta della Giunta Delbono 2 (due!!) giorni prima che decada per le note e “ammirevoli” vicende dello stesso Sindaco. Come al solito nel silenzio complice della cosiddetta “ala sinistra” della coalizione ex-governante.
La riflessione.
Non importa che ci sia la crisi, che ci siano migliaia di sfratti esecutivi; non conta che vi siano a Bologna circa 10.000 appartamenti sfitti.
L'importante è ristabilire l'ordine e ripetere come un mantra, per coprire le proprie responsabilità, che la colpa è del governo nazionale e la bugia che le amministrazioni locali non possono fare niente.
Ci viene da pensare che avesse ragione il direttore di Radio Città del Capo quando – alcuni giorni fa – scriveva in un editoriale sul sito della radio che il rischio vero del commissario è che venga disvelata la sostanziale incapacità del sistema dei partiti cittadini (in perfetto stile bipartisan) di dare risposte ai bisogni dei settori della città più deboli e colpiti dagli effetti della crisi.
E allora viene naturale rilanciare la domanda (retorica): che sia meglio il commissario straordinario di questi centro-sinistra e centro-destra?
Terre Libere
Bologna 16/02/2010
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MANIFESTAZIONE CONTRO LA CRISI |
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CONTRO LA CRISI, PER IL DIRITTO DI MANIFESTARE.
Terre Libere aderisce, partecipa ed invita a partecipare alla giornata di mobilitazione contro la crisi indetta, per il 23 gennaio, dal “Coordinamento 23 gennaio contro la crisi”.
Questa giornata può diventare un momento importante del percorso che porti, anche nel nostro territorio, a riunificare le lotte che si sviluppano contro gli effetti delle crisi ed in difesa dei diritti.
Sarà anche un'occasione per portare in piazza il dissenso contro le scelte politiche ed amministrative che i governi locali di Comune e Provincia di Bologna – e le forze politiche che li sostengono – portano avanti in continuità con le precedenti giunte. Scelte politiche, molto spesso fatte in modo bipartisan, che non mirano a dare sostegni concreti ai soggetti sociali che subiscono gli effetti della crisi senza esserne responsabili e a dare risposte concrete ai bisogni sociali.
Le chiacchiere stanno a zero: non si può a parole sostenere i lavoratori e le lavoratrici e poi – nei fatti – stanziare 1.600.000 euro per le scuole private (come fa il Comune di Bologna) o tagliare 3.000.000 di euro di spese per il personale (come fa la Provincia di Bologna).
L'unità di tutte le forze politiche si è manifestata anche quando il governo Berlusconi ha deciso di ridurre gli spazi di democrazia e di movimento.
Il sindaco Delbono e la Presidente Draghetti hanno sottoscritto l'accordo di proroga, proposto dal Prefetto, del Decreto Maroni sul divieto di manifestare.
Il 23 gennaio torneremo a rivendicare anche il diritto di manifestare nel centro di Bologna. E' inaccettabile che temi come la lotta contro la crisi ed in difesa dei diritti non possano essere riportati – anche fisicamente – al centro dell'agenda politica in questa città.
La libertà di manifestare e la battaglia contro la crisi sono strettamente connesse. Più si accettano questi divieti, più le battaglie sociali dei soggetti subalterni si indeboliscono.
LA LOTTA CONTRO LA CRISI NON RI/CONOSCE LIMITI!
IL 23 GENNAIO TUTTI E TUTTE IN PIAZZA.
TERRE LIBERE
Bologna, 15 gennaio 2010
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VOLANTINO DISTRIBUITO IL 23/12/09 IN PROVINCIA |
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LA PROVINCIA DI BOLOGNA APPROVA UN ALTRO BILANCIO DI LACRIME E SANGUE!
Terre Libere sta dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori stabili e precari/e dell’Ente.
La Giunta Pinocchio-Draghetti-Burgin impone un ulteriore taglio di 3 milioni di euro alla voce personale, ma – come nella “Fattoria degli Animali” di G. Orwell ci sono animali più uguali degli altri (i maiali!!) – per l’attuale “governo pinocchietti” esiste personale più “personale” di altri (le Posizioni Organizzative e quelle Dirigenziali). Non si possono dimenticare le mancate stabilizzazioni del 2008 e del 2009, il licenziamento di 150 lavoratori precari negli ultimi 3 anni e – dulcis in fundo – l’annuncio dell’ulteriore slittamento delle assunzioni a fine 2010. Solo sette mesi fa, in piena campagna elettorale, Beatrice Draghetti proclamava “urbi et orbi” che sua priorità sarebbe stata il lavoro: il mondo del lavoro sentitamente ringrazia. Le mancate promesse elettorali e le bugie allungano il naso di Pinocchio e accorciano le gambe di quei comprimari-burattini che, come nella favola, alla fine applaudono sempre scodinzolanti e felici al protagonista.
TERRE LIBERE
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Assemblea Pubblica 10 DICEMBRE ore 21.00 presso VAG61 via Paolo Fabbri 110 Bologna
A dicembre 2009 i governi del mondo si riuniranno a Copenhagen per la XV Conferenza ONU sul Clima (COP15). Sarà il più grande vertice sul cambiamento climatico di sempre. I movimenti chiamano a manifestare il 12 dicembre nella giornata mondiale sul clima e all’azione di massa del 16 dicembre per occupare per un giorno il centro congressi dove si terrà la conferenza dei potenti del mondo E a Bologna? Metrotranvia? Civis? Passante Nord? People Mover? Privatizzazione dei beni comuni? Speculazioni di Hera? Cementificazioni? NO GRAZIE!
Rilanciare la gestione pubblica dei Beni Comuni Costruire una nuova idea ambientale anticapitalista Organizzare il rifiuto della devastazione ambientale Intervengono: Antonio Bonomi – urbanista Luigi Marinelli – sindacalista delle RdB Gabriele Bollini – Associazione Analisti Ambientali Ermanno Giacchin - Comitati per l'acqua pubblica del Veneto Valerio Monteventi - Vag 61
Organizzano: Lista Reno, Partito Comunista dei Lavoratori, Rete dei Comunisti, Sinistra Critica, Terre Libere |
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SOPRA I TETTI PER NON STARE SOTTO I PONTI |
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Comunicato Stampa
Due attivisti di AS.I.A.-RdB (Associazione Inquilini Assegnatari) sono saliti sopra il tetto del palazzo di via Pontevecchio n.74 per impedire lo sgombero coatto di una famiglia di lavoratori, che per colpa della crisi economica non riesce a pagare un alloggio.
Terre Libere appoggia pienamente questa iniziativa e si unisce a questa forma di protesta contro la precarietà.
Terre Libere sostiene che per affrontare l'attuale emergenza abitativa, aggravata dalla crisi economica, occorra investire nell'edilizia pubblica.
Ci uniamo alle richieste di AS.I.A.-RdB affinché l'amministrazione comunale e il prefetto trovino una soluzione abitativa urgente per la famiglia in questione e in generale per tutti i nuclei in condizioni di sfratto.
Tiziano Loreti Terre Libere
Bologna, 23 settembre 2009
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TERRE LIBERE rappresenta un progetto politico di governo e di buona amministrazione di singoli ed associazioni, che si propone di esercitare direttamente l'attività politica ed amministrativa nel rispetto della volontà delle comunità locali. Siamo uomini e donne di sinistra che non si nascondono, ma che anzi credono sia possibile sviluppare un progetto politico insieme alle comunità, per il benessere dei territori e la loro sicurezza. La sicurezza di avere un futuro di lavoro, di scuola e sanità pubbliche efficienti; la sicurezza di una casa il cui costo sia accessibile e che sia possibile mantenere mentre si produce energia pulita; la sicurezza di un trasporto pubblico efficiente, la sicurezza di un progetto sociale che metta al centro gli uomini e le donne ed il loro diritto al futuro.Siamo quelli che la crisi non la vogliono pagare e che vogliono amministrare i territori partendo dai bisogni dei cittadini, delle famiglie, dei precari, dei lavoratori, delle parti più deboli, con progetti che portino ricchezza invece di sottrarla, ridistribuendo le risorse secondo i bisogni delle comunità e non dei centri di interessi economici. Siamo quelli che si battono per la democrazia dal basso, per la sostenibilità ambientale, per l'allargamento dei diritti; che considerano le differenze una ricchezza e l'antifascismo ancora attuale. |
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